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27/11/17
Cosimo Spagnulo

A zonzo per Pietrasanta, piccola Atene della Versilia

Cultuur
Toscane
In Versilia si può passare dal «glamour» di Forte dei Marmi, dal clamore di Viareggio all'arte di Pietrasanta

Pietrasanta (LU)

Dal 1200, quando fu fondata da Guiscardo da Pietrasanta, la piccola Atene della Versilia (com’è soprannominata per la sua storia e per quantità di opere d’arte che ospita) è un crocevia di artisti di fama mondiale, da Michelangelo Buonarroti al Vasari fino ai moderni Henry Moore, Pietro Cascella, Kan Yasuda, Jean Michel Folon, Arnaldo Pomodoro, Joan Mirò o Botero. In tanti, tra loro, hanno donato opere alla città, facendo di questa deliziosa cittadina toscana incastonata tra le cave di marmo un vero museo a cielo aperto.

Fucina d’importantissime opere, esposte nelle piazze e nei musei di tutto il mondo, Pietrasanta conserva il sapore di una città autentica, totalmente estranea al «glamour» di Forte dei Marmi o al clamore di Viareggio, che distano solo una manciata di chilometri. E a Pietrasanta si può anche fare una vera e propria «passeggiata artistica» lungo il Parco Internazionale di Scultura Contemporanea che si snoda tra piazza Duomo, la Chiesa e il chiostro di S. Agostino, piazza Crispi e viale S. Francesco. Basta girare nelle sue viuzze per imbattersi nella «Memoria di Pietrasanta» di Cascella o ne «Il Guerriero» di Botero, entrambi in piazza Matteotti, nella «Chiave del Sogno» di Kan Yasuda, o ne «Il Centauro» di Mitoraj nell’omonima piazzetta

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